Bottega Vittoria, la cucina made in Italy che non tradisce

Qualità nel cibo è sinonimo di freschezza degli alimenti utilizzati, di sicurezza alimentare e materie prime impiegate. Ma sopra la qualità c’è un altro ingrediente che non ammette scivoloni: il saper adattare una cucina di alto livello al turista enogastronomico, un cliente autentico alla ricerca di cibi e bevande preparati secondo le ricette e le tradizioni del posto. 

Bottega Vittoria, ai piedi del Santo Padre alle spalle di Borgo Pio e al centro di piazza Risorgimento, rappresenta quella cucina della tradizione che soddisfa chi cerca nel viaggio un’esperienza anche culinaria.

Il profumo degli antichi sapori del made in Italy, il caciocavallo molisano, la carne piemontese, ‘er carciofo romanesco’. E’ la nuova sfida di Danilo Mancini, ristoratore che ha già lanciato con successo altri locali nella Capitale, e che ora vuole proiettare Bottega Vittoria in un segmento food dalle potenzialità e dagli sviluppi interessanti. Sotto la supervisione di Amedeo Di Pasquafood manager con esperienze importanti nel settore della ristorazione – la cucina è stata affidata al giovane Gabriele Voineag che all’interno della sua brigata di giovanissimi può contare sull’eclettico Mariano.

I prosciutti e i guanciali nazionali appesi, ben posizionati, non fanno solo bella mostra di se stessi, ma raccontano un pezzo d’Italia, quell’entroterra godereccio che riporta alle salsamenterie di una volta in chiave moderna. E mentre lo chef Gabriele mostra fiero i suoi carciofi fritti con pecorino, Kaled – che impasta farine e lieviti – sforna una margherita tricolore da urlo, anche se c’è chi giura che la pizza ‘Un pezzo di storia’ con cicoria ripassata con pomodorini, porchetta cotta a bassa temperatura e scaglie di pecorino, sia davvero strepitosa. Cucina della tradizione, quindi, e per i carnivori un banco con le rosse italiane, carni che provengono da allevamenti nazionali. Ma anche tanto fusion, perché tra i meriti di Bottega Vittoria c’è quello di aver lanciato l’idea dell’aperitivo multietnico, ‘United colors of food’, ormai diventato un appuntamento fisso del venerdì a Roma.

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