Cucina templare: da Eataly la monaca coreana Jeong Kwan, tra le 50 chef migliori dell’Asia

Cucina templare: da Eataly la monaca coreana Jeong Kwan, tra le 50 chef migliori dell’Asia

Ospite dell’Istituto Culturale Coreano, Jeong Kwan ha incontrato lo chef stellato Pietro Leemann, ha tenuto una lezione con gli allievi di ALMA e il 21 e 22 luglio realizzerà  dei corsi di cucina aperti al pubblico da Eataly Roma

È tornata in Italia la monaca Jeong Kwan, volto di Chef’s Table su Netlflix e vincitrice dell’Icon Award per l’edizione 2022 dei 50 migliori ristoranti dell’Asia. Ospite dell’Istituto Culturale Coreano, l’ente che si occupa di promuovere la cucina coreana nel territorio italiano, Jeong Kwan sta realizzando nel nostro Paese una serie di incontri con chef, scuole di cucina e corsi aperti al pubblico.

Jeong Kwan comunica con il mondo tramite il cibo templare buddista. Nei suoi incontri racconta la filosofia della cucina templare buddista attraverso il Baru Gongyang e le ricette a cui è molto legata..

I corsi della monaca Jeong Kwan da Eataly

ll 21 e 22 luglio la “chef filosofa”da Eataly Roma realizzerà due appuntamenti aperti al pubblico, per far conoscere il legame tra la cucina coreana vegana e la filosofia buddista.

In particolare, il 21 luglio alle ore 19.00 terrà il corso pratico di cucina per preparare il Rosolato di funghi shiitake in sciroppo di riso, le Verdure di stagione alla coreana e il Dubu jang, un dressing a base di tofu.  Il rosolato è la ricetta che Jeong Kwan racconta su Netflix e a cui è molto legata poiché fu l’ultimo piatto che cucinò a suo padre quando andò a trovarla nel tempio per convincerla a tornare a casa. Il padre, dopo averlo assaggiato, si rese conto che doveva esserci un senso di pace in quello stile di vita e le disse: “Me ne torno a casa senza preoccupazioni, stammi bene” e dopo una settimana morì.

Il giorno seguente, sempre alle ore 19.00, si potrà prendere parte alla suggestiva cerimonia del Baru Gongyang, il pasto monastico che si consuma nelle ciotole di legno, chiamate baru in coreano. Un rituale meditativo nel corso del quale saranno servite pietanze vegane tipiche della cucina dei templi buddisti a base di riso, zuppe e contorni che ciascuno partecipante potrà degustare nel proprio baru. La monaca Jeong Kwan farà vivere a tutti i partecipanti un’esperienza davvero unica che si tramanda da millenni nei templi buddisti coreani. 

I posti per entrambe le attività sono limitati, per partecipare è possibile consultare il sito di Eataly Roma.

La cucina templare

Nel tempio di Chunjinam Baekyangsa, in Corea del Sud, la religiosa segue i ritmi delle giornate e delle stagioni e porta avanti l’antica cultura culinaria buddista e i dettami della cucina contadina e tradizionale della Corea. Secondo gli insegnamenti buddisti preparare e condividere il cibo sono parte della pratica e, così, Jeong Kwan cucina per i monaci e i visitatori del tempio, piatti semplici e gustosi utilizzando le verdure e i fiori di stagione, le spezie di cui conosce tutte le peculiarità e le più antiche tecniche di conservazione e fermentazione.

Nella cucina templare sono proibiti tutti i cibi animali, tranne alcuni lattici, e anche gli ‘Osinchae’ (aglio, allim tuberosum, cipollotto, erba cipollina coreana, assafetida) perché interferiscono con la meditazione. Inoltre, è una cucina che vive in armonia con la natura e contrasta ogni forma di spreco alimentare.

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