Noodles, tagliatelle e ravioleria: l’offerta di Mamma Mian è golosa, variegata e ben attenta alla qualità della materia prima offerta
Abbiamo provato di recente la cucina di Mamma Mian, un pastificio artigianale cinese che sorge nel quartiere Ostiense, dove buona cucina ed ospitalità caratterizzano un locale tanto apprezzato dalla clientela.
Pur con pochi riferimenti web, questo è un ristorante apertamente lontano dagli schemi di cucina cinese che siamo abituati a conoscere. Scopriamolo insieme.
Cosa si mangia da Mamma Mian
Il menù di Mamma Mian inizia da una lunga selezione di antipasti che variano tra proposte cotte di carne e pesce (buonissimi gli involtini imperiali e i bocconcini di pollo speziati), fino ad una lunga offerta di ravioleria. I prezzi si aggirano nell’ordine di 5-8€ a portata, una cifra ben in linea con la media generale di questa ristorazione.
La pasta fresca ripiena è già un ottimo biglietto da visita, con ravioli e Xiao Longbao che lasciano subito trasparire attenzione e cura nell’elaborazione della classica sfoglia cinese. L’impasto dei Baozi è soffice al morso, mentre al naso conseguono odori e sapori di proteine animali correttamente speziate secondo i caratteri tipici di questa cucina.
La pasta fresca: un passaggio obbligato, in tante declinazioni
Poi ci sono i primi piatti, con tagliatelle e noodles meritevoli di un doppio assaggio. La pasta è ben cotta, scioglievole a tratti, senza mai arrivare ad una sensazione di eccesso, anche per gli amanti di cotture più brevi. Le porzioni sono abbondanti ed i prezzi si aggirano generalmente sui 12-15€ circa.
Ricette interessanti che, come inizialmente anticipato, spesso si discostano dal circuito del convenzionale. Ne sono un esempio le tagliatelle raschiate a mano con costata di manzo piccante, un piatto ben eseguito dove gli odori non sovrastano la carne, esaltandone anzi i sapori e rispettandone l’ineccepibile cottura. Non sono da meno i Ramen, la cui proposta si articola in specialità particolarmente amate dai commensali.
Secondi e Dolci
Poco più breve la proposta dei secondi, che varia soprattutto in varie declinazioni di anatra e maiale. I dolci sono più vicini ai sapori maggiormente noti, il gelato fritto vi potrebbe portare indietro di qualche anno, magari ad antiche (e meno elaborate) frequentazioni di questa cucina.
La carta dei vini è breve, non particolarmente articolata, ma con ricarichi onesti.
Conclusioni
Pur ancora fuori dal giro delle guide gastronomiche note ai più, siamo comunque in linea su consigliare questo ristorante a chi vuole concedersi una fase di cucina orientale che spazia tra confort e abbinamenti più elaborati. Il pastificio artigianale a vista è un elemento imprescindibile dell’esperienza, a garanzia di qualità e dedizione sulle ricette elaborate.